Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività . Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Lotta, non lutto, di classe!
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[Il '68] non fu un allegro festino. Lo stato non tardò a metter mano alla pistola. In Italia e in Europa. La tanto esecrata «società permissiva» colpì duro fin dall'inizio. E nel 1969 arrivò la bomba di Piazza Fontana (Marco Grispigni)
Sessantotto. Un'anticipazione della lezione che l'autore terrà oggi all'Auditorium di Roma. Il Sessantotto si diffuse nel pianeta cambiando radicalmente il mondo anche se fu sconfitto. E può essere considerato come l'avvio di una rottura antropologica che vent'anni dopo è emersa con forza alla superficie (Marco Revelli)
Dalle carte segrete del foreign office l’idea di un colpo di stato in Italia. Repubblica ha trovato e può rendere noti testi elaborati nel 1976 in cui s’ipotizzava il "Coup d’Etat", poi scartato perché "irrealistico" (Filippo Ceccarelli)
Per 15 minuti, il primo maggio 1924, in pieno fascismo, «lo stracciaccio rosso di Mosca» viene issato sul balcone del Parlamento. Il gesto eroico è di Guido Picelli, deputato indipendente comunista, leader degli Arditi del popolo. Presto un film sulla sua vita (Giancarlo Bocchi*)
Nel 2008 che si sta avviando, avremo varie "celebrazioni" del 40mo del "sessantotto". Riteniamo utile riportare una succinta cronistoria del 1968, tanto per avere date e fatti di riferimento per un giudizio storico-politico di un anno che ha dato avvio ad un periodo di lotte estese, radicali, violente, in cui la società borghese è stata rimessa in discussione da cima a fondo, su tutte le questioni (lavoro, studio, famiglia, casa, patriarcato, sesso, cultura, carcere, ecc.). Un anno che ha dato la stura ad un movimento tellurico che ha fatto sussultare le borghesie di quasi tutti i paesi ed, in particolare, quella italiana. Non per nulla, la classe dominante nostrana ha reagito nel modo più violento, mediante le "stragi di Stato", gli attacchi fascisti e i tentativi di golpe, non sfigurando in tema di repressione rispetto alle borghesie sud-americane.
Intervista a Angelo Del Boca. «La guerra del 1911 crimine della nostra storia.». Domani [29/10] un convegno a Roma (Tommaso Di Francesco)
Ancora misteri (e intossicazioni) sulla strage del 2 agosto 1980
«Ecco perché non posso aver messo io la bomba». Parla Thomas Kram, indagato in Germania per le «Cellule rivoluzionarie»: la commissione Mitrokin lo sospetta per la strage del 2 agosto 1980 perché quel giorno era a Bologna. Ma i fatti non tornano (Guido Ambrosino)
Finalmente on-line gli scritti e le lettere di Marx e di Engels sull'Italia
Cliccare su: CriticaMente.com.
Un Gramsci che sfidò Stalin per sottrarre i compagni a un tragico destino: così lo ha descritto Piero Fassino. Ma non poté andare in questo modo (Marco Clementi)
Malgrado lo scorrere del tempo, la ricorrenza del 25 aprile 1945 – la Liberazione – solleva sempre dibattiti sulla Resistenza, che svelano un «buco nero» nella coscienza teorica della cosiddetta sinistra rivoluzionaria, a prescindere dalle frasi fatte di facile effetto, che volentieri lasciamo ai preti. (Riceviamo e pubblichiamo)
(Seconda parte: 1900 – 1921)
1900
(7 luglio) La Camera approva l'invio di truppe italiane in Cina per partecipare alla repressione della rivolta dei "Boxer" (nazionalisti cinesi).
(29 luglio) Umberto I viene ucciso a Monza dall'anarchico Gaetano Bresci, per vendicare le vittime della repressione, a Milano, nel maggio 1898.
(8-11 settembre) VI Congresso del PSI, a Roma. Prevale la tendenza riformista.
Intervista a Angelo Del Boca. «Ho scoperto la serenità con cui la Libia colonizzata guardava l'Italia»
«A un passo dalla forca», il nuovo libro dello storico del colonialismo italiano, rilegge l'occupazione della Libia attraverso la scoperta di una cronaca diretta del patriota Mohamed Fekini. «Mi sono deciso a scrivere - dice Fekini - quando ho visto il colonialista italiano distruggere il mio paese e il suo popolo» (Tommaso Di Francesco)
70 anni fa il bombardamento della cittadina basca di Durango
Tre settimane prima di Guernika, fu l'Aviazione Legionaria italiana a inaugurare in Europa l'era dei bombardamenti terroristici contro la popolazione civile, per indebolire il fronte nemico. Gli attacchi durarono 4 giorni e uccisero 366 abitanti su novemila (Alberto D'Argenzio)
A Pola xe l’Arena
La Foiba xe a Pisin
Che buta zo in quel fondo
Chi ga certo morbin (1).
(Canto dei giovani fascisti di Pisino, 1919)
Durante e dopo le vicende belliche della Seconda guerra mondiale, Venezia Giulia, Istria e Dalmazia si trovarono stritolate dalla linea di faglia, lungo la quale l’imperialismo anglo-americano si scontrava con il nazionalismo iugoslavo, sostenuto dall’Unione Sovietica. (d.e.)
Ci sono oppressi e ci sono oppressori; aggrediti e aggressori; vittime e boia.
Solo i primi meritano rispetto
Nelle <<Foibe>> vennero gettati gerarchi fascisti e nazisti miliziani e collaborazionisti, oppositori vari. La violenza dei partigiani di Tito contro gli invasori fascisti e nazisti, nonché quella dei partigiani triestini, era legittima; fu reazionaria nei confronti di operai e avanguardie comuniste. L’equiparazione postuma dei morti non supera il passato né elimina le responsabilità. La storia non si cancella. Condanniamo il cordoglio odierno, di fascisti e antifascisti, sui morti delle “Foibe” come manifestazione di revanschismo imperialistico e mettiamo in guardia “esuli” italiani e sloveni confinari sulle mire espansionistiche dell’Italia. (Riceviamo e pubblichiamo)
(Iniziamo la pubblicazione di una cronistoria politica del marxismo rivoluzionario in Italia, che si inserisce nel quadro del lavoro già avviato sul "partito della rivoluzione" nel mondo. Esso, almeno nei nostri piani, proseguirà col periodo 1900-1921, per poi procedere con le tappe: 1921-26; 1926-43; 1943-1962; 1962-80.)
Granuli d’“altra storia” di fronte all’impotenza dell’odierno movimento contro la guerra
Riceviamo e pubblichiamo la Relazione letta da D.E. al Convegno "Italiani brava gente", Torino 10-11-12 novembre 2006, iniziativa promossa dal Centro di documentazione "Porfido" di Torino e dalla Libreria "Calusca City Lights" di Milano.
12 dicembre 1969 - 12 dicembre 1970: due date da non dimenticare
Saverio Saltarelli nacque il 25 maggio 1947 a Pescasseroli (L'Aquila) da una famiglia di pastori. Trasferitosi a Milano, frequentò il liceo e poi l'università, alternando studio e lavoro. Al paese aveva organizzato delle lotte contro la devastazione del Parco Nazionale degli Abruzzi ad opera della speculazione edilizia e per alleviare la grave condizione dei lavoratori stagionali e degli edili. Nell'estate del 1969, mentre lavorava come falegname in un cantiere di Pescasseroli, organizzò un gruppo di studenti-lavoratori per denunciare il supersfruttamento degli stagionali costretti a lavorare fino a 14 ore al giorno e senza contributi. Appena articolò la prima protesta venne licenziato. Ma egli non smise di lottare e denunciò con un volantino la politica del sindaco che favoriva la speculazione edilizia ed il saccheggio del Parco.
Il vertice sull'immigrazione e lo sviluppo che si è aperto ieri a Tripoli vede un'infinità di partecipanti - i 25 dell'Unione europea e i 53 dell'Unione africana - e il binomio immigrazione-sviluppo - con l'accento sulla prima per la Ue e sul secondo per la Ua - come tema all'ordine del giorno. (Maurizio Matteuzzi)
I crimini dei nazionalcomunisti di Togliatti restano vivi nella memoria proletaria. E gli scheletri escono dagli armadi
I rivoluzionari comunisti conducono una lotta senza tregua contro la classe dominante e contro tutti i suoi servi. Tuttavia, in certe occasioni, come il saggio cinese, anche i rivoluzionari possono tranquillamente sedersi sulla riva del fiume e attendere il passaggio del cadavere dei propri nemici. Lo stiamo vedendo oggi, quando le porcherie commesse dai nazionalcomunisti, degnamente rappresentati dal presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano, stanno venendo a galla, in un clima di resa dei conti squisitamente mafioso. (Riceviamo e pubblichiamo)
I crimini in Jugoslavia e i processi mancati (1941-1951)
Costantino Di Sante (a cura di), edito da Ombre Corte, Verona 2005 (pp. 170).
Un libro dello storico Costantino Di Sante scava nella memoria rimossa dell'occupazione italiana dei Balcani durante la seconda guerra mondiale (Angelo Floramo)
Ricordo senza memoria
La memoria non è semplice ricordo: non può essere elencazione di fatti, richiede elaborazione. E, soprattutto, non accetta le semplificazioni, di cui si nutre la propaganda. (Gabriele Polo)
Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona gridano ancora vendetta!
E’ l’Italia del ‘68, scossa dalle manifestazioni degli studenti, alla vigilia di un’imponente stagione di lotte operaie.
Centrosinistra. La storia del sogno democratico italiano dal '45 fino alle primarie del 16 ottobre, tra fusioni e spaccature. E che succederà da qui alle prossime politiche? (Leo Sansone)
A sessant'anni dalla tua morte: non ti abbiamo dimenticato!
Già nel gennaio del '43 gli operai della Waj Assauto di Asti avevano improvvisato per tre ore una manifestazione di protesta davanti ai sindacati fascisti, e il 10 marzo avevano bloccato la fabbrica.
Nasce a Resina (Napoli) da Oreste e Zaira Amadei il 13 giugno 1889. Formatosi in un ambiente familiare ed in un contesto sociale ricchi di fermenti intellettuali, morali e politici, legge il Manifesto di Marx-Engels, su consiglio del suo professore di filosofia, prima ancora di diventare studente d'ingegneria a Napoli. Già nel 1907 inizia a frequentare l'ambiente socialista napoletano. Nel 1910 aderisce alla Federazione Giovanile Socialista, schierandosi immediatamente su posizioni antiriformiste, "antibloccarde" ed antimassoniche.
Era ora. E' uscito in questi giorni un libro davvero unico, «Italiani senza onore, i crimini in Jugoslavia e i processi mancati (1941-1951)» (Ombre Corte, pp. 270, euro 18), completo di ogni documentazione inedita sui crimini di guerra commessi dalle truppe italiane in Jugoslavia durante la Seconda guerra mondiale, ed esaustivo della vicenda «diplomatica» che portò i governi italiani a guerra non conclusa e nell'immediato dopoguerra a cancellare quei misfatti. Su questo abbiamo intervistato l'autore della ricerca, il giovane storico Costantino Di Sante. (di Tommaso Di Francesco)
Sono passati sessant'anni dal 25 aprile del 1945, data che segna la liberazione delle principali città del Nord Italia dal dominio nazi-fascista e la fine di fatto della seconda guerra mondiale in Italia.
Post di riferimento:
- Bibliografia
- Dialogato con Gramsci
Articoli di riferimento
- La classe dominante italiana ed il suo stato nazionale [Prometeo, 1946]
Storia del capitalismo italiano
- L'accumulazione primitiva (1347-1896)
- Il decollo industriale (1896-1911)
- L'imperialismo liberale (1911-1921)
- L'imperialismo fascista (1922-1945)
- L'imperialismo democratico (1946-1975)
- Il sistema parassitario (1975-1993)
- L'imperialismo italiano dal 1993 al 2001 (bozza)