Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Lotta, non lutto, di classe!
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La questione dell’acquisto, da parte dell’Italia, di 131 caccia-bombardieri F-35 per una somma di più di 14 miliardi di euro, rischiava di passare quasi inosservata. Il governo, con la complicità dell’opposizione, era riuscito a spostare l’attenzione, facendo un gran chiasso, sulla questione dell’accorpamento del referendum alle elezioni europee. Non c’è dubbio: l’inchiostro di seppia per sottrarre alla vista le decisioni più gravi non manca mai. Ora, però, le proteste cominciano a farsi sentire. (Riceviamo e pubblichiamo)
Il governo invia quattro caccia nel paese centro-asiatico in guerra. «Solo per missioni di osservazione», dice il ministro della difesa Ignazio La Russa. Ma gli aerei vengono da Ghedi sono per definizione destinati all'attacco, sia con armi convenzionali che nucleari (Tommaso Di Francesco, Manlio Dinucci)
Il giovane avanguardista Ignazio è in visita in Afghanistan e comunica ufficialmente che i militari italiani combattono contro i ribelli. (Riceviamo e pubblichiamo)
La guerra bipartisan. Bilancio della difesa aumentato, nuove servitù militari, adesione allo Scudo antimissile (Manlio Dinucci)
La smentita «È falso» giura la Difesa. Versioni diverse, polemica sulla guerra nascosta
Sette vittime civili, forse meno, forse di più. Forse della stessa famiglia e tra questi bambini e donne. Forse la moglie di Mullah Abdul Mannan, un capo talebano che però sarebbe scampato al raid aereo di domenica appoggiato da truppe di terra, dicono le agenzie. Le conferme ufficiali latitano come sempre in questi casi: il comando Nato non dà notizie certe e quello americano sta, come sempre, «verificando» . Ma sulla strage pesa anche un altro giallo. All'operativo, nel distretto di Bakwa, provincia di Farah, avrebbero partecipato militari italiani. Notizia subito smentita dalla difesa e dal comando Nato di Herat, a guida italiana. (Em. Gio.)
Italia su più fronti. Dal conflitto afghano al Libano, dallo scudo antimissile di Bush ai nuovi cacciabombardieri iper-tecnologici. La finanziaria del 2007 fissa la spesa militare a 21 miliardi di euro, il doppio di quanto spetta ad atenei e ricerca (Tommaso Di Francesco)
Il ministro della difesa comunica a sorpresa un aumento «temporaneo» del contingente: nuove truppe per pattugliare Kabul. E la sinistra pacifista insorge: «Impegni violati» (Emanuele Giordana*)
Europa in balia. Conteranno solo i «protocolli» del Pentagono: risposta pronta, anche nucleare, in 2-12 minuti (Manlio Dinucci, Tommaso Di Francesco)
Così l'Italia, che fa parte con gli Usa del «Gruppo di pianificazione nucleare» Nato, viola il Trattato di non proliferazione che dice: «Ciascuno degli Stati militarmente non-nucleari, s'impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari» (Manlio Dinucci)
Veicoli corazzati da combattimento Dardo e elicotteri d'attacco Mangusta, si definisce la lista dei mezzi in partenza per l'Afghanistan. Il Consiglio supremo della difesa ricorda che tutto il parlamento ha votato per la protezione dei nostri militari. Che cresceranno di numero (Domenico Cirillo)
Sistema antimissile, il «memorandum quadro» sottoscritto da Italia e Usa c'è e lo abbiamo letto (Manlio Dinucci, Tommaso Di Francesco)
Domenica prossima al quartier generale Isaf, a Kabul, si svolgerà la «cerimonia del cambio di comando»: esso passerà dal generale britannico David Richards al generale statunitense Dan K. McNeill. Chi lo ha deciso? Il presidente degli Stati uniti che - come già annunciato il 21 settembre scorso dal segretario Usa alla difesa - ha «nominato» il gen. Dan K. McNeill perché sia riassegnato in Afghanistan con l'incarico di comandante dell'Isaf/Nato. Tale decisione - ha sottolineato il 26 settembre il portavoce dell'Isaf, maggiore Luke Knittig - permetterà di «unificare due separati comandi, quello delle forze della coalizione a guida Usa, con a capo il generale Usa Karl Eikenberry, e quello delle forze internazionali che ora operano sotto la Nato». (Manlio Dinucci)
Fortissimo impegno militare in Libano, Afghanistan e nei Balcani. Iraq: non c'è più Nassiriya ma restiamo a Baghdad (M. Ba.)
«L'eventuale costruzione di nuovi complessi di natura alloggiativa per il personale già autorizzato rientra nella politica logistica di sostegno al proprio personale da parte delle Forze ospitate»: così precisa il ministero italiano della difesa (24 gennaio) a proposito della base di Sigonella, definendo «destituita di ogni fondamento» la notizia dell'aumento dei militari statunitensi qui dislocati. Si tratta allora di un'altra questione «non di natura politica ma urbanistica» (Prodi), come quella della base di Vicenza? (Manlio Dinucci)
Il vertice sull'immigrazione e lo sviluppo che si è aperto ieri a Tripoli vede un'infinità di partecipanti - i 25 dell'Unione europea e i 53 dell'Unione africana - e il binomio immigrazione-sviluppo - con l'accento sulla prima per la Ue e sul secondo per la Ua - come tema all'ordine del giorno. (Maurizio Matteuzzi)
La dimensione della presenza militare Usa in Italia viene illustrata dal rapporto ufficiale del Pentagono Base structure report 2003: le forze armate statunitensi possiedono nel nostro paese oltre 2.000 edifici, con una superficie di oltre un milione di metri quadri, e hanno in affitto 1.100 edifici, con una superficie di 780 mila metri quadri. Il personale addetto a tali basi ammonta a 15.500 militari e 4.500 civili, per un totale di circa 20 mila persone.
I primi parà del 183° si schierano in Sudan
Sono giunti all'aeroporto internazionale di Khartoum (Sudan), con un velivolo C130J dell'Aeronautica militare italiana, i primi paracadutisti del contingente militare italiano impegnati nella operazione Nilo.
La Sardegna è da oltre mezzo secolo la più grande base Usa e Nato nel Mediterraneo. Per questo La Maddalena è divenuta ancora più importante: da base di appoggio per i sottomarini Usa armati di missili nucleari, a base di appoggio delle operazioni belliche in Medio Oriente e nei Balcani. (Manlio Dinucci)
Appena un quarto d'ora: questo è il tempo che la camera ha impiegato l'altro ieri per approvare il disegno di legge n. 5592 per la ratifica ed esecuzione del Memorandum d'intesa italo-israeliano in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa. (di Manlio Dinucci)