Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Lotta, non lutto, di classe!
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Nel 2008 che si sta avviando, avremo varie "celebrazioni" del 40mo del "sessantotto". Riteniamo utile riportare una succinta cronistoria del 1968, tanto per avere date e fatti di riferimento per un giudizio storico-politico di un anno che ha dato avvio ad un periodo di lotte estese, radicali, violente, in cui la società borghese è stata rimessa in discussione da cima a fondo, su tutte le questioni (lavoro, studio, famiglia, casa, patriarcato, sesso, cultura, carcere, ecc.). Un anno che ha dato la stura ad un movimento tellurico che ha fatto sussultare le borghesie di quasi tutti i paesi ed, in particolare, quella italiana. Non per nulla, la classe dominante nostrana ha reagito nel modo più violento, mediante le "stragi di Stato", gli attacchi fascisti e i tentativi di golpe, non sfigurando in tema di repressione rispetto alle borghesie sud-americane.
Bloccare tutte le attività, sciopero generale nazionale contro gli omicidi del profitto!
Bruno Santino, operaio di 26 anni, è deceduto nella notte, Angelo Laurino, 43 anni, ieri pomeriggio: aveva ustioni di terzo grado sul 90% del corpo. Ieri mattina è invece finita l'agonia di Roberto Scola, 34 anni. Nella notte fra mercoledì e giovedì, l'incendio ha devastato la linea 5 laminati delle acciaierie ThyssenKrupp di corso Regina Margherita a Torino, uccidendo Antonio Schiavone, 36 anni. Restano ancora ricoverati in gravi condizioni, con ustioni che vanno dall'80 al 90% del corpo, Giuseppe de Masi, Rocco Marzo e Rosario Rodinò, ricoverati rispettivamente agli ospedali Maria Vittoria e Molinette di Torino e al Centro grandi ustionati di Genova.
In duecento sui binari della stazione Tiburtina per protestare contro il rincaro del biglietto. In tilt il traffico ferroviario (Stefano Milani)
Vi ricordate la straordinaria lotta di un'intera comunità che nel 2003 paralizzò per due settimane l'intera Basilicata? Il primo grande autogol del governo Berlusconi fu probabilmente compiuto in quell'occasione, quando si pensò di costruire nel metapontino il sito unico che avrebbe dovuto raccogliere i residui del nucleare italiano senza sentire cosa ne pensavano le popolazioni locali. (di Angelo Mastrandrea)
Articoli già apparsi:
- Le lotte in Italia
- La condizione operaia