Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Lotta, non lutto, di classe!
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Nel 2008 che si sta avviando, avremo varie "celebrazioni" del 40mo del "sessantotto". Riteniamo utile riportare una succinta cronistoria del 1968, tanto per avere date e fatti di riferimento per un giudizio storico-politico di un anno che ha dato avvio ad un periodo di lotte estese, radicali, violente, in cui la società borghese è stata rimessa in discussione da cima a fondo, su tutte le questioni (lavoro, studio, famiglia, casa, patriarcato, sesso, cultura, carcere, ecc.). Un anno che ha dato la stura ad un movimento tellurico che ha fatto sussultare le borghesie di quasi tutti i paesi ed, in particolare, quella italiana. Non per nulla, la classe dominante nostrana ha reagito nel modo più violento, mediante le "stragi di Stato", gli attacchi fascisti e i tentativi di golpe, non sfigurando in tema di repressione rispetto alle borghesie sud-americane.
Roma, 24 novembre: 150.000 donne in piazza contro la violenza maschile
Le donne Rom (una quarantina) hanno aperto il corteo. Dietro lo striscione «La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini» oltre 400 associazioni femminili, femministe e lesbiche, centri antiviolenza, donne dei movimenti, donne singole.
Non sono state semplici manifestazioni di protesta, ma un’autentica rivolta. Per quanto politicanti, sindacalisti e giornalisti si siano sforzati di annacquare e minimizzare la lotta degli agricoltori pugliesi e di ricondurla in ogni modo in un alveo legalitario, essa ha segnato un punto di rottura con una tradizione decennale di sopraffazione e rassegnazione. (F.S.)
Vi ricordate la straordinaria lotta di un'intera comunità che nel 2003 paralizzò per due settimane l'intera Basilicata? Il primo grande autogol del governo Berlusconi fu probabilmente compiuto in quell'occasione, quando si pensò di costruire nel metapontino il sito unico che avrebbe dovuto raccogliere i residui del nucleare italiano senza sentire cosa ne pensavano le popolazioni locali. (di Angelo Mastrandrea)
Articoli già pubblicati:
- Una fame da morire
- Disoccupati a Napoli
- Bellizzi-Montecorvino