Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Lotta, non lutto, di classe!
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Prima il bastone dei militari, ora la carota della crisi risolta per tenere buoni i napoletani. Così il capo del governo mette la monnezza sotto il tappeto. Berlusconi annuncia la fine dell'emergenza. Non è così Periferie e hinterland sepolte, proteste per Chiaiano (Adriana Pollice)
Una famiglia italiana su tre ha difficoltà economiche, tanto che basta una spesa imprevista di 600 euro per metterla seriamente in difficoltà. Nel 14 per cento dei casi, non si arriva neppure a fine mese. Quanto al reddito medio dei nuclei, una famiglia su due vive con meno di 1.900 euro al mese. È quanto emerge dall'indagine sulla distribuzione del reddito e sulle condizioni di vita in Italia condotta dall'Istat.
Ecco il resoconto del Consiglio Comunale di Napoli di ieri sera
Si è concluso nella notte il consiglio comunale di Napoli convocato sull'emergenza rifiuti. Dopo circa nove ore di dibattito serrato, alle ore 20 è iniziato l'esame dei dodici ordini del giorno presentati sulla questione. Il primo, presentato dal centrosinistra, chiedeva, tra l'altro, al supercommissario Gianni De Gennaro "la piena garanzia che nell'eventualità in cui si dovesse addivenire per assoluta necessità all'individuazione e attivazione di siti sul territorio di Napoli, essi abbiano carattere assolutamente provvisorio e temporaneo e quindi strettamente limitati al periodo necessario per uscire dall'attuale fase emergenziale e che gli stessi siano realizzati nel pieno rispetto delle norme a garanzia della salute dei cittadini e della tutela dell'ambiente". (redazione@vita.it)
Nell'ordinanza del governo che nomina De Gennaro la possibilità di «richiedere l'uso delle forze armate» per proteggere cantieri e discariche. Scoppia la bufera, la sinistra attacca e Prodi rettifica: esercito solo per funzioni logistiche (Francesca Pilla)
Il Movimento NOTAV sui fatti di Napoli
Ci risiamo: quella che chiamano "emergenza rifiuti in Campania" è nuovamente sulle prime pagine dei giornali e nei titoli di apertura dei TG. Come sempre i cittadini che rifiutano il ruolo di capro espiatorio vengono dipinti come irresponsabili, l'incenerimento dei rifiuti viene indicato sempre come soluzione di tutti i mali e chi non è d'accordo viene accusato di boicottare l'unico rimedio alle montagne di rifiuti nelle strade delle città.
L'ultimo piano del governo prevede la costruzione di tre inceneritori ad Acerra, Santa Maria La Fossa e Salerno. Ma è presto per credere che funzionerà sul serio. Tranne l'ultimo sito dove il sindaco Vincenzo De Luca è pronto a garantire la disponibilità di popolazione e amministrazione, gli altri sono fronti aperti di protesta e non ottengono il placet dagli abitanti. (fr.pil.)
Segnate a matita perché la cifra, ferma al giugno dell'anno scorso, forse andrà corretta: in Italia all'inizio dell'estate la Corte dei Conti ha contato 84 commissari straordinari per altrettante emergenze. Alluvioni e siccità, colera, traffico e terremoti. Emergenza dovunque e comunque. (Antonello Caporale)
Privilegi Al Vomero, Arenella. Chaia e Posillipo squadre di spazzini raccolgono i rifiuti. E li depositano in siti speciali (Francesca Pilla)
Il piano del governo: previsto l'intervento dell'esercito per le situazioni "di necessità e urgenza"
Verranno utilizzati i siti previsti dalla legge 87 del 2007 per lo smaltimento. Entro 4 mesi, pena il commissariamento, i Comuni dovranno avviare la raccolta differenziata
Secondo uno studio Bankitalia cresce la povertà nel sud, mentre cala al nord e centro. Tagli sul reddito da lavoro la «cura» per inflazione e Pil (Matteo Marini)
Nel 2008 che si sta avviando, avremo varie "celebrazioni" del 40mo del "sessantotto". Riteniamo utile riportare una succinta cronistoria del 1968, tanto per avere date e fatti di riferimento per un giudizio storico-politico di un anno che ha dato avvio ad un periodo di lotte estese, radicali, violente, in cui la società borghese è stata rimessa in discussione da cima a fondo, su tutte le questioni (lavoro, studio, famiglia, casa, patriarcato, sesso, cultura, carcere, ecc.). Un anno che ha dato la stura ad un movimento tellurico che ha fatto sussultare le borghesie di quasi tutti i paesi ed, in particolare, quella italiana. Non per nulla, la classe dominante nostrana ha reagito nel modo più violento, mediante le "stragi di Stato", gli attacchi fascisti e i tentativi di golpe, non sfigurando in tema di repressione rispetto alle borghesie sud-americane.
Prezzo e fiscalità del gasolio, concorrenza da est, abolizione della tariffa minima. I «padroncini flessibili» alle prese con un mercato che li annienta (Fr. Pi.)
Più cresce la ricchezza di nicchia e più cresce e si aggrava la povertà di massa
E' in costante crescita il numero dei super ricchi italiani e soprattutto il patrimonio medio cresce a un tasso ben superiore a quello del Pil. Sono 728 mila le famiglie italiane con un patrimonio di almeno 500 mila euro (+2,5% rispetto al 2006) e la loro ricchezza complessiva nel 2007 e' stimata a 870 miliardi di euro (escludendo gli immobili) con una crescita del 6,1% rispetto all'anno scorso.
Inchiesta Antitrust sui panificatori
In settembre l’inflazione risale all’1,7% a causa dei forti aumenti dei prodotti alimentari. La Coldiretti segnala una forte caduta dei consumi (r. t.)
Esecuzioni immobiliari +19%
Le rate dei mutui salgono con il rialzo dei tassi e le famiglie italiane faticano sempre più a fare onore al proprio impegno con le banche: quest'anno i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari - secondo le stime dell'Adusbef - dovrebbero aumentare del 19% a causa dell'insostenibilità delle rate dei mutui, concessi per il 91% a tasso variabile e quindi suscettibili a ogni ritocco del costo del denaro.
Ventinove articoli pronti per il Consiglio dei ministri di dopodomani dove però il «pacchetto sicurezza» di Giuliano Amato non sarà approvato definitivamente. Ufficialmente per dare tempo alla conferenza stato-enti locali di valutare il testo, ma trattandosi di un disegno di legge quasi dettato dai sindaci - e già pubblicamente lodato dai primi cittadini di Firenze, Bologna e Roma - la pausa di riflessione sarà più utile al governo per evitare venerdì uno scontro con la sinistra che andrebbe ad aggiungersi a quello, annunciato, sul welfare. (A. Fab.)
In stato d'indigenza l'11,1% della famiglie. Di solito si tratta di nuclei con tre o più figli nei quali il capofamiglia presenta un basso livello d'istruzione o è disoccupato. I 2/3 vivono al Sud, sempre peggio gli anziani (Rosaria Amato)
Per pagare l'affitto di casa se ne va più della metà dello stipendio. Si sfiora l'80% dell'intero reddito di una famiglia operaia per affittare nella periferia di Roma un alloggio di 80 metri quadrati al prezzo minimo di 800 euro. Il sindacato degli inquilini Sunia lancia l'allarme: gli sfratti aumentano, l'8,5% in più rispetto al 2005, e di questi più del 70% sono stati sfratti per morosità. A Firenze una famiglia su 50 è colpita da sfratto; una su 60 a Roma e a Genova.
Donne, uomini, famiglie che fino a ieri avevano una vita più che dignitosa travolti improvvisamente dall'economia dell'euro. E ogni anno quasi 200 mila piccole imprese strozzate dall'usura. La denuncia in un libro-inchiesta (Ernesto Milanesi)
Indagine Eurispes: il 23% delle famiglie sono indigenti o rischiano di diventarlo
L'incubo dei lavoratori nel nostro paese non è più la quarta settimana, il 21 del mese, ma la terza. Un grosso passo indietro documentato dall'Eurispes, che ha presentato ieri lo studio «Problemi di famiglia», condotto insieme a Federcasalinghe, sulle difficoltà delle famiglie italiane a sopravvivere di fronte alla «crisi del welfare». (Matteo Marini)
L'Istat conferma che il paese presenta sempre più problemi sul fronte della povertà e dei nuclei a basso reddito (Roberto Tesi)
11 famiglie italiane su 100 sono povere, ma nel Mezzogiorno si arriva anche a 25. A dirlo è il XVI Rapporto Spi Cgil-Cer su Indicatori di benessere e politiche sociali, presentato oggi a Roma, precisando che la povertà riguarda oltre il 13 per cento degli individui.
La manifestazione dei No Dal Molin a Trento è andata benissimo; in circa 300 hanno manifestato, all'esterno, al suono di pentole e tamburi mentre all'interno una quarantina di persone, dopo l'inizio dell'intervento del Presidente del Consiglio, si sono alzate esponendo le bandiere No Dal Molin e gridando "vergogna, vergogna, Vicenza non si vende". (Riceviamo e pubblichiamo)
Rapporto Istat 2006
L'Istat consegna all'Italia il suo consueto rapporto annuale sullo stato di salute del paese. E, dal 2006 che ci siamo lasciati alle spalle, emerge il ritratto di un'economia sì in ripresa ma divisa in due, quasi congenitamente, tra Sud e Nord, ricchi e poveri (in aumento sia i primi che i secondi, e in aumento soprattutto il gap che li divide), lavoratori stabili e precari, regolari e in nero. E tutti quanti - almeno qui senza fratture - sempre più vecchi.
Per l'Eurispes il paese è bloccato da troppi interessi particolari. Prodi regna, non governa (Luca Fazio)
"Un paese vulnerabile e frammentario"
Nei primi mesi del 2006 l'economia italiana ha cominciato a risalire la china ma il sistema resta strutturalmente ''vulnerabile'' e ''frammentario''. Questo in sintesi è il verdetto del Rapporto annuale del l'Istat sulla situazione del Paese nel 2005.
I numeri degli sfrattati (anche dal governo) e quelli dell'edilizia pubblica in via d'estinzione (Roberta Carlini)
O è una guerra al proletariato meridionale e al capitale illegale?
Non con l'Esercito (ritenuto dal ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu: «Una misura di impatto psicologico, ma di scarso effetto pratico»), bensì nominando il vicecapo della Polizia, Luigi De Sena, «super-prefetto» di Reggio Calabria e adottando un piano straordinario in 6 punti
Non sono state semplici manifestazioni di protesta, ma un’autentica rivolta. Per quanto politicanti, sindacalisti e giornalisti si siano sforzati di annacquare e minimizzare la lotta degli agricoltori pugliesi e di ricondurla in ogni modo in un alveo legalitario, essa ha segnato un punto di rottura con una tradizione decennale di sopraffazione e rassegnazione. (F.S.)
Con Portogallo e Spagna siamo tra i Paesi dell'Ue con il più elevato
tasso di rischio, preceduti da Slovacchia, Irlanda e Grecia
Sono sempre di più i cittadini europei che rischiano la povertà. Un fenomeno preoccupante perché in crescita. E solo grazie a massicci interventi sociali i Paesi membri dell'Unione riescono a gestire una situazione altrimenti esplosiva. A livello Ue, sono ben 72 milioni le persone in questa categoria, di cui 11 milioni (cioè circa il 15 per cento) si trovano in Italia.