Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività . Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Lotta, non lutto, di classe!
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Il governo invia quattro caccia nel paese centro-asiatico in guerra. «Solo per missioni di osservazione», dice il ministro della difesa Ignazio La Russa. Ma gli aerei vengono da Ghedi sono per definizione destinati all'attacco, sia con armi convenzionali che nucleari (Tommaso Di Francesco, Manlio Dinucci)
Il giovane avanguardista Ignazio è in visita in Afghanistan e comunica ufficialmente che i militari italiani combattono contro i ribelli. (Riceviamo e pubblichiamo)
I nostri militari formano ormai il nucleo principale della forza Onu, che comandano, e hanno per compito quello di contrastare tanto Israele quanto Hezbollah (Manlio Dinucci)
La guerra bipartisan. Bilancio della difesa aumentato, nuove servitù militari, adesione allo Scudo antimissile (Manlio Dinucci)
Legato a D'Alema, il generale era in Kosovo nel '99 In Afghanistan ha guidato l'attacco al Sud della Nato (Sara Menafra)
Prima di sciogliersi in vista delle elezioni, l'aula della Camera ha approvato il decreto legge che proroga la partecipazione italiana alle missioni militari all'estero, tra cui quelle in Afghanistan ed in Kosovo. Il dl, che ora passa al Senato, ha avuto 340 sì, 50 no e un'astensione.
La smentita «È falso» giura la Difesa. Versioni diverse, polemica sulla guerra nascosta
Sette vittime civili, forse meno, forse di più. Forse della stessa famiglia e tra questi bambini e donne. Forse la moglie di Mullah Abdul Mannan, un capo talebano che però sarebbe scampato al raid aereo di domenica appoggiato da truppe di terra, dicono le agenzie. Le conferme ufficiali latitano come sempre in questi casi: il comando Nato non dà notizie certe e quello americano sta, come sempre, «verificando» . Ma sulla strage pesa anche un altro giallo. All'operativo, nel distretto di Bakwa, provincia di Farah, avrebbero partecipato militari italiani. Notizia subito smentita dalla difesa e dal comando Nato di Herat, a guida italiana. (Em. Gio.)
Italia su più fronti. Dal conflitto afghano al Libano, dallo scudo antimissile di Bush ai nuovi cacciabombardieri iper-tecnologici. La finanziaria del 2007 fissa la spesa militare a 21 miliardi di euro, il doppio di quanto spetta ad atenei e ricerca (Tommaso Di Francesco)
Avviato l' arbitrato contro la nazionalizzazione della boliviana Entel. In Italia, movimenti in agitazione. E Prodi smentisce Morales (Antonio Tricarico)
Intervista a Angelo Del Boca. «La guerra del 1911 crimine della nostra storia.». Domani [29/10] un convegno a Roma (Tommaso Di Francesco)
Il ministro della difesa comunica a sorpresa un aumento «temporaneo» del contingente: nuove truppe per pattugliare Kabul. E la sinistra pacifista insorge: «Impegni violati» (Emanuele Giordana*)
Veicoli corazzati da combattimento Dardo e elicotteri d'attacco Mangusta, si definisce la lista dei mezzi in partenza per l'Afghanistan. Il Consiglio supremo della difesa ricorda che tutto il parlamento ha votato per la protezione dei nostri militari. Che cresceranno di numero (Domenico Cirillo)
Domenica prossima al quartier generale Isaf, a Kabul, si svolgerà la «cerimonia del cambio di comando»: esso passerà dal generale britannico David Richards al generale statunitense Dan K. McNeill. Chi lo ha deciso? Il presidente degli Stati uniti che - come già annunciato il 21 settembre scorso dal segretario Usa alla difesa - ha «nominato» il gen. Dan K. McNeill perché sia riassegnato in Afghanistan con l'incarico di comandante dell'Isaf/Nato. Tale decisione - ha sottolineato il 26 settembre il portavoce dell'Isaf, maggiore Luke Knittig - permetterà di «unificare due separati comandi, quello delle forze della coalizione a guida Usa, con a capo il generale Usa Karl Eikenberry, e quello delle forze internazionali che ora operano sotto la Nato». (Manlio Dinucci)
Fortissimo impegno militare in Libano, Afghanistan e nei Balcani. Iraq: non c'è più Nassiriya ma restiamo a Baghdad (M. Ba.)
Granuli d’“altra storia” di fronte all’impotenza dell’odierno movimento contro la guerra
Riceviamo e pubblichiamo la Relazione letta da D.E. al Convegno "Italiani brava gente", Torino 10-11-12 novembre 2006, iniziativa promossa dal Centro di documentazione "Porfido" di Torino e dalla Libreria "Calusca City Lights" di Milano.
Il vertice sull'immigrazione e lo sviluppo che si è aperto ieri a Tripoli vede un'infinità di partecipanti - i 25 dell'Unione europea e i 53 dell'Unione africana - e il binomio immigrazione-sviluppo - con l'accento sulla prima per la Ue e sul secondo per la Ua - come tema all'ordine del giorno. (Maurizio Matteuzzi)
«Nuove» dalla Bosnia: 93.837 le vittime, tante, troppe, ma non 250.000 come per la propaganda di guerra. L'«enfasi» ha nascosto le responsabilità di tutti i nazionalismi e dell'Occidente (Tommaso Di Francesco)
I primi parà del 183° si schierano in Sudan
Sono giunti all'aeroporto internazionale di Khartoum (Sudan), con un velivolo C130J dell'Aeronautica militare italiana, i primi paracadutisti del contingente militare italiano impegnati nella operazione Nilo.
Era ora. E' uscito in questi giorni un libro davvero unico, «Italiani senza onore, i crimini in Jugoslavia e i processi mancati (1941-1951)» (Ombre Corte, pp. 270, euro 18), completo di ogni documentazione inedita sui crimini di guerra commessi dalle truppe italiane in Jugoslavia durante la Seconda guerra mondiale, ed esaustivo della vicenda «diplomatica» che portò i governi italiani a guerra non conclusa e nell'immediato dopoguerra a cancellare quei misfatti. Su questo abbiamo intervistato l'autore della ricerca, il giovane storico Costantino Di Sante. (di Tommaso Di Francesco)
Appena un quarto d'ora: questo è il tempo che la camera ha impiegato l'altro ieri per approvare il disegno di legge n. 5592 per la ratifica ed esecuzione del Memorandum d'intesa italo-israeliano in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa. (di Manlio Dinucci)
- Le sue prodezze
- Le basi di Taranto
- Missione in Irak