Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Lotta, non lutto, di classe!
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Napoli. Proteste contro l'apertura del sito che dovrebbe far respirare la città. Il nuovo fronte del no è Chiaiano. Blocchi stradali contro una pattumiera da 700 tonnellate. Arrestati nella notte due attivisti del centro sociale Insurgentia (Francesca Pilla)
Questa volta sembra proprio che il livello di tolleranza di prefettura e questura di Napoli nei confronti dei cittadini che si oppongono alla discarica di Chiaiano sia zero. Sarà l'arrivo del nuovo governo di destra? Ci avrà messo lo zampino Gianni De Gennaro? Fatto sta che la scorsa notte sono stati arrestati in «flagranza di reato», Pietro Spaccaforno e Diego Marmora, due attivisti del centro sociale Insurgentia mentre protestavano, insieme a qualche centinaio di persone, a via Cupa del Cane nel tentativo di sbarrare la strada agli automezzi, che dovrebbero iniziare i lavori per la pattumiera metropolitana da 700 tonnellate.
L'accusa è di resistenza a pubblico ufficiale e furto. «Ma il presunto furto - spiegano i disobbedienti - riguarderebbe un'auto che i compagni stavano collocando al centro della strada con il consenso del proprietario. Il quale si è immediatamente recato in caserma per smentire tutto. Ma è stato minacciato dai carabinieri di essere accusato di favoreggiamento (al furto della propria auto?) se non avesse proceduto alla conferma della denuncia». I due sono stati processati per direttissima ieri mattina e condannati a 6 e 4 mesi di reclusione, nonostante il padrone dell'auto, membro egli stesso dei comitati civici, sia alla fine riuscito a ritirare la denuncia in aula.
Gestione diversa della piazza si direbbe, soprattutto se paragonata con l'atteggiamento di polizia e carabinieri che, appena tre mesi fa, si sono tenuti ben lontano dal quartiere di Pianura, quando la notte i gruppi legati alle tifoserie di destra hanno incendiato e distrutto mezzo rione, facendo addirittura saltare in aria un'autobotte dei pompieri. Questa volta è diverso. I chiaianesi e i maranesi l'hanno capito subito. Complice il tempo che stringe, le pressioni di Berlusconi che ci tiene a fare la sua inaugurazione del primo cdm con un successo da supereroe, la discarica sembra proprio inevitabile e ha il placet anche del sindaco Rosa Russo Iervolino. Chiaiano rappresenterebbe un'uscita sicura dalla crisi, permettendo di alleggerire il carico cittadino (1800 tonnellate prodotte quotidianamente) in attesa del discusso inceneritore acerrano.
Ieri è stato anche il giorno della lunga e difficile riunione del prefetto Alessandro Pansa e di De Gennaro, che resterà al suo posto grazie a una proroga almeno fino al 26 maggio, con il presidente dell'VIII municipalità e i sindaci di Calvizzano, Mugnano e Marano, il comune che ha già presentato ricorso al Tar contro l'impianto e ora è pronto a rivolgersi alla Corte europea di giustizia. Un faccia a faccia durato alcune ore, ma conclusosi con un nulla di fatto. L'unica conquista che gli amministratori sono riusciti a strappare è la possibilità di dar vita a un comitato tecnico di vigilanza e procedere a nuove analisi prima di partire con l'allestimento. Un po' pochino se confrontano con le tesi del no.
L'area dove dovrebbe nascere il nuovo sito è, infatti, inserita nel Parco metropolitano delle colline di Napoli e in base al Prg qui non si potrebbero realizzare discariche. Mentre, attenendosi al Pai dell'Autorità di bacino regionale, questa zona è interessata da dissesti idrogeologici e, in una cava a fossa, l'accumulo di materiali inquinanti rappresenta un pericolo per la falda acquifera. Non solo. Secondo la popolazione così si butterebbero «nella spazzatura» i progetti per la riqualificazione ludico-ricreativa e naturalistica della selva di Chiaiano. Un parco che doveva diventare l'oasi felice di una zona abbandonata al degrado e che prevedeva la stabilizzazione e messa in sicurezza di Cava Zara, con tanto di laghetto per piccole imbarcazioni e barche a vela, ristoranti, bar e centri sportivi. In queste ore le autorità si stanno affannando a spiegare che 700 tonnellate di immondizia non sono incompatibili con il recupero ambientale, ma la popolazione ritiene una discarica inadattabile al «verde» dei loro sogni. Come dargli torto? Per questo i comitati hanno annunciato che non faranno marcia indietro e hanno bloccato, sempre ieri, il traffico e le strade circostanti all'area individuata, mettendo in seria difficoltà anche l'attività dei centri ospedalieri del Vomero Alto.
(il manifesto, 7.5.08)
