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lunedì, 31 dicembre 2007
Lo tsunami politico-sociale del 1968

Nel 2008 che si sta avviando, avremo varie "celebrazioni" del 40mo del "sessantotto". Riteniamo utile riportare una succinta cronistoria del 1968, tanto per avere date e fatti di riferimento per un giudizio storico-politico di un anno che ha dato avvio ad un periodo di lotte estese, radicali, violente, in cui la società borghese è stata rimessa in discussione da cima a fondo, su tutte le questioni (lavoro, studio, famiglia, casa, patriarcato, sesso, cultura, carcere, ecc.). Un anno che ha dato la stura ad un movimento tellurico che ha fatto sussultare le borghesie di quasi tutti i paesi ed, in particolare, quella italiana. Non per nulla, la classe dominante nostrana ha reagito nel modo più violento, mediante le "stragi di Stato", gli attacchi fascisti e i tentativi di golpe, non sfigurando in tema di repressione rispetto alle borghesie sud-americane.

Il periodo che inizia col 1968 e che finisce, a nostro parere, nel 1980 è stato, per l’Italia, un periodo di prolungata (la più lunga dell’area europea ed occidentale) e strisciante (spesso dispiegata) guerra civile. E’ un periodo unitario, che inizia con le occupazioni universitarie e le agitazioni studentesche, si radicalizza e caratterizza in vera e propria lotta di classe con le prime lotte operaie autonome[1] e l’autunno caldo, per arroventarsi con la strage di piazza Fontana a Milano (12/12/69), e quelle successive, con scontri continui e sanguinosi con i gruppi di estrema destra, lo sviluppo della lotta armata, fino alla strage di Bologna e, per le lotte operaie, alla marcia dei “40.000” a Torino, entrambe del 1980.

La fase che è seguita (1980-2003) si caratterizza per la reazione politico-sociale e l’arretramento operaio, proseguito inesorabile fino allo sciopero improvviso e autonomo degli autoferrotranvieri di Milano (dicembre 2003), che chiude la fase. Con la grande e prolungata lotta degli operai Fiat di Melfi della primavera del 2004, si è riaperta una nuova fase di inziativa operaia e di lotta proletaria.

Tornando al periodo 1968-1980, non conosciamo paesi occidentali che abbiano percorso una fase simile della loro storia recente. In Francia, il “maggio 1968” è durato una stagione. Pochi anni la contestazione violenta in Germania, così come negli altri paesi europei o in Giappone. L’Italia di quel periodo non sfigura, per intensità, persistenza e grado di violenza sociale[2], di fronte a paesi quali la Colombia, il Congo o il Nepal. Ci è parso utile, pertanto, il ripercorrere, a grandi linee, gli episodi salienti di quel periodo, per offrire materiale di riflessione al fine di affrontare al meglio la nuova fase in cui siamo entrati.

Si sono evidenziati gli episodi salienti italiani, con riferimenti anche ad alcuni episodi esteri, con esclusione di fatti collegati alle lotte nazionalistiche (Ira in Ulster; Eta in Spagna; gruppi palestinesi; ecc.).

*       *       *

Il 1968 è l'anno della prima ondata di lotte spontanee; l'anno del risveglio proletario. Il 1968 è anche l'anno in cui la crisi del regime borghese comincia a manifestarsi in modo aperto. Manifestazione caratteristica di questa crisi è la contestazione studentesca che divampa nelle università. 

GENNAIO – S’intensificano le manifestazioni di protesta, in Europa e in Usa, contro l’aggressione americana al Vietnam.

20 GENNAIO – Torino: viene occupata dagli studenti l’Università umanistica di Palazzo Campana. Da qui a poco, le occupazioni universitarie si espanderanno a macchia d’olio in tutta Italia.

3 FEBBRAIO - Il sindacato e la Pirelli firmano degli accordi per alcuni aumenti salariali agli operai. Ma non tutti gli operai sono soddisfatti. Questi danno vita a uno dei primi CuB, Comitati unitari di Base, che oltre a contestare l'accordo fatto dai sindacati, che chiamano "un bidone", vogliono dissociarsi e creare una base autonoma. Chiederanno l'abolizione del cottimo, nuove normative per la salute in fabbrica, e nuove assunzioni per non rendere i turni di lavoro massacranti.

1° MARZO – Roma, Villa Borghese: "Battaglia di Valle Giulia" - Siamo all'apice della contestazione studentesca e di fronte alla prima vera e propria guerriglia urbana.

Intanto, le agitazioni studentesche si estendono alle scuole inferiori ai licei.

7 MARZO. La sola Cgil indice uno sciopero nazionale sulle pensioni, sotto la spinta della base che contesta la decisione dei vertici di accordarsi col governo. Lo sciopero ha un gran seguito.

30 MARZ0 - Le stesse rivendicazioni fatte dai lavoratori alla Pirelli Bicocca di Milano le fanno ora a Torino gli operai della Fiat[3]. Chiedono piu' umani orari di lavoro e dicono basta alla produzione a cottimo. In pieno dissenso con i sindacati, ora, nel mondo operaio, stanno sorgendo dei gruppi autonomi. Lo sciopero, iniziato il 30 marzo, prosegue per due giorni ad aprile: con picchetti massicci davanti alle porte, la partecipazione di numerosi studenti, interventi decisi della polizia, e alcuni arresti.

19 APRILE - Dopo uno sciopero nel settore tessile, a Valdagno, ai lanifici Marzotto, la manifestazione operaia, attaccata dalla polizia, si trasforma in sommossa popolare. Chiedevano anche qui, "basta lavoro a cottimo" e protestavano contro un piano di ristrutturazione che prevedeva numerosi licenziamenti. Il clima e', come nelle universita', di guerriglia. Viene abbattuta nella piazza centrale il monumento al fondatore della dinastia, Gaetano Marzotto, saccheggiati i negozi confezioni Marzotto, e assalita la caserma dei carabinieri. Arrestati 42 tra operai, lavoratori e studenti di Valdagno e delle valli. 

MAGGIO (“francese”) - A Parigi le rivolte studentesche diventano oceaniche. Le violenti dimostrazioni a Nanterre coinvolgono la Sorbona, che viene occupata dagli studenti, poi fatta sgomberare e chiusa dalle autorita'. L'errore e' gravissimo, gli studenti che prima erano asserragliati nelle singole Facolta' ora sono tutti riuniti nelle strade e nelle piazze in cortei che si scontrano ripetutamente con la polizia. In questi due giorni la Francia sembra precipitare in una nuova rivoluzione. Al quartiere latino si innalzano le barricate e le cariche della polizia causano incidenti e numerosi e gravi sono i feriti da entrambe le parti. Il 16 maggio il movimento si estende anche ai lavoratori e i sindacati proclamano lo sciopero generale, si ferma tutta la Francia, e qui la protesta va ad assumere un carattere preinsurrezionale. Vengono occupate le grandi fabbriche. Il 24 siamo a un passo dalla rivolta insurrezionale. Si riunisce d'urgenza l'Assemblea Nazionale. Le truppe circondano Parigi pronte a intervenire, mentre ai Campi Elisi sfilano provocatoriamente contro gli studenti cortei di gollisti per sostenere la Repubblica dopo che De Gaulle (rientrato precipitosamente dalla Romania) ha rivolto un appello a tutta la popolazione invitandola a ristabilire l'ordine minacciando di far intervenire nelle strade di Parigi i carri armati. Il 30 viene sciolto il parlamento e indette nuove elezioni e De Gaulle ha pieni poteri. Si va alle elezioni sfruttando l'ondata di paura che si e' diffusa nella borghesia, e i gollisti trionfano, rivincono le elezioni, ma spostano questa volta il loro programma verso destra; George Pompidou, pur delfino di De Gaulle viene messo da parte, De Gaulle chiama a collaborare i suoi vecchi nemici, addirittura gli esponenti dell'Oas, e gli estremisti di destra. In Italia molti stavano osservando gli eventi in Francia, da una parte e dall'altra. Infatti il 31 a Roma a Campo dei Fiori, si svolgono per gli studenti francesi manifestazioni di solidarieta', ma piovono tutt'altro che fiori, piovono manganellate. Gli scontri, i caroselli e le cariche della polizia per togliere le barricate degli studenti, provocano venti feriti, decine di arresti e una cinquantina di denunce.

7 GIUGNO – Milano. Assalto degli studenti al Corriere della Sera. E' la "battaglia di Via Solferino". La sede del giornale viene assediata per ore, e nonostante la polizia sia giunta in forza viene assediata essa stessa, frontalmente. Blocco delle strade per ore, barricate, lancio di lacrimogeni, caroselli per disperdere gli studenti. La fine della giornata campale lascia sbigottiti. Feriti da ogni parte, e 250 sono i fermati, dieci gli arrestati.

LUGLIO. Scioperi spontanei, critiche ai sindacati, nuove forme di organizzazione "dal basso" alla Rhodiatoce di Pallanza, come a quella di Casoria; così come all'Italsider di Bagnoli (Napoli).  

27 LUGLIO - Agitazioni alla Montedison di Porto Marghera. Le richieste vertono sul salario; abolizione delle gabbie (aree) salariali, emolumenti uguali per tutti. Il 5 agosto gli operai contesteranno apertamente la camera del lavoro.

28 LUGLIO - A Citta' del Messico le truppe governative rispondono agli insorti delle Universita' a colpi di bazooka.

1° AGOSTO. Un immenso corteo operaio (circa 12.000 manifestanti) blocca per ore i punti nevralgici tra Mestre e Venezia (strade e stazione ferroviaria).

21 AGOSTO – I carri armati russi invadono la Cecoslovacchia, mettendo fine alla “primavera di Praga”.

13 SETTEMBRE - L'Albania esce improvvisamente dal Patto di Varsavia, rompe i legami con Mosca e si mette nelle mani della Cina maoista, che per la prima volta controlla un Paese occidentale dentro il Mediterraneo, fornendo aiuti economici, militari e politici a questo territorio molto vicino all'Italia.

19 SETTEMBRE - E' la volta della Pirelli di Settimo Torinese. Gli operai entrati in lotta come i loro colleghi di Milano, non ottenendo alcun risultato sull'aumento del salario, praticano l'autoriduzione della produzione. Sara' proprio a Torino in questa occasione che nasce, dal vecchio gruppo pisano di Adriano Sofri, Lotta Continua

Il 3 OTTOBRE - Gli operai del capoluogo lombardo, con le stesse rivendicazioni di Torino, iniziano alla Pirelli Bicocca una serie di scioperi improvvisi, decisi dal basso, al grido di "più soldi, meno fatica". Proseguiranno nei mesi successivi con fermate "a scacchiera" e con l'autoriduzione della produzione. All'interno dei Comitati unitari di Base, nasce Avanguardia operaia con leader Corvisieri e Gorla. Ma non manca a Milano un altro gruppo che si sta organizzando e imponendo. E' Potere operaio, guidato da Oreste Scalzone, Franco Piperno e Antonio (Toni) Negri. Sfera d'azione il centro Italia con Roma, ma soprattutto opera nel Nord Est. La centrale attiva e' a Milano ma la mente operativa e' a Padova e a Trento, e solo a fine luglio '69 si organizzera' in movimento e con un suo giornale omonimo.

2 OTTOBRE - Messico - Olimpiadi di sangue. "La strage degli studenti". Approfittando dell'evento sportivo al centro dell'attenzione mondiale, gli studenti universitari occupano gli edifici delle Facolta' e contestano il governo alla vigilia dell'inaugurazione dei Giochi. La repressione e' durissima; un massacro. Sulla grande Piazza delle Tre Culture interviene l'esercito che spara con i bazooka ad altezza d'uomo, li assedia dall'alto con gli elicotteri e lancia lacrimogeni. Una rivolta soffocata nel sangue. Una strage di studenti. I morti saranno un centinaio, migliaia i feriti, migliaia gli arresti.

15 OTTOBRE - Il 19 settembre era iniziata a Pisa la protesta alla Saint Gobain che minacciava di licenziare alcuni operai. Le agitazioni in corso e le varie assemblee vengono pero' fronteggiate da un gruppo di baschi neri che si infiltrano in quella che era una semplice assemblea, la quale degenera subito in una rivolta incontrollata. L'agitazione va oltre le intenzioni quando gruppi di destra, polizia e contestatari si affrontano. Si fanno barricate, si attuano blocchi stradali e ferroviari, si susseguono le cariche e gli scontri.

16 OTTOBRE - Dalle Universita' si è passati poi ai Licei e ora si è giunti alle Medie. A Roma è occupato il Liceo Mamiani per protestare contro la radiazione dalle scuole di tutta Italia di tre studenti ribelli. Per solidarieta', la protesta prima si estende nella capitale, poi in tutte le scuole d'Italia.

22 OTTOBRE - Sono ormai migliaia gli studenti arrestati o denunciati e centinaia sono gia' finiti in carcere. Si era partiti con il pugno di ferro, convinti di dare l'esempio, e ci si e' trovati seguendo la linea dura con le carceri piene di ragazzi e migliaia di denunciati. Ora, con un lampo di "intelligenza politica", si fa marcia indietro, ci si rende conto che si sono oltrepassati con l'emotivita' e la repressione i limiti della ragione. La Camera e il Senato votano un' amnistia per tutti i reati politici; tali erano stati ritenuti quelli degli studenti.

OTTOBRE (e oltre). Inizia un lungo e aspro sciopero alla Mira Lanza, in provincia di Venezia. Seguono, nella stessa provincia, gli scioperi dell'Italsider di Marghera, della Chatillon e altre. Idem alla Rhodiatoce di Verbania. Alla Marzotto di Pisa, gli operai licenziati si organizzano in un "Comitato di agitazione", fuori da ogni controllo sindacale. Partono i primi scioperi degli impiegati: a Milano in più di 30 fabbriche, soprattutto alla Snam Progetti, alla Falck, alla Sit Siemens, all'Alfa Romeo, alla Borletti, alla Breda Finanziaria, ecc. Così come all'Olivetti di Ivrea e all'Italsider di Taranto.

14 NOVEMBRE. Sciopero generale delle pensioni, il primo condotto unitariamente dalle confederazioni sindacali, dopo la scissione di vent'anni prima.

2 DICEMBRE - La polizia questa volta spara ad Avola in Sicilia nel corso di un'agitazione di braccianti che chiedevano la parita' negli stipendi con il nord ("a uguale lavoro, uguale stipendio"). Dopo le cariche della polizia per disperdere i manifestanti, sul terreno restano due braccianti uccisi. Prima in Sicilia poi in tutta Italia, si svolgono manifestazioni e uno sciopero generale contro questi interventi della polizia; e accadono altri incidenti gravi.

13 DICEMBRE - Il governo Leone e' durato poco: cinque mesi. Il 19 novembre il Presidente da' le dimissioni e si dà l'incarico il 26 novembre a Mariano Rumor, che il 13 dicembre forma il suo 1° governo con DC, PSI e PRI. Forte la presenza dei socialisti che ricevono 10 ministeri

14 DICEMBRE - Scontri in Brasile. Alle manifestazioni di studenti diventate incandescenti il governo di Costa e Silva, proclama lo stato di assedio nel Paese, sospende ogni diritto politico e le attivita' del Parlamento; istituisce una rigida censura e perseguita tutti i partiti. I morti e i feriti in questa manifestazione non furono mai divulgati, ma di incidenti gravi ve ne furono molti e molti soggetti sparirono dalla circolazione.
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Note

[1] Per le lotte operaie, il 1968 è il trampolino di lancio per il 1969: le ore di sciopero nell'industria sono 28milioni nel 1967, poco meno di 50milioni nel 1968, oltre 230milioni nel 1969. I soli metalmeccanici passano dai 20milioni di ore di sciopero del 1968 ai 153milioni del 1969. (Guido Crainz, Il paese mancato, ed.2005, p.325.)

[2] Dal 1969 al 1975 rimangono «uccise o ferite 442 persone a causa di episodi di violenza o attentati. Ben 413 sono stati determinati dalle `stragi di stato' e dall'eversione fascista, mentre solo 29 sono ascrivibili alle organizzazioni di sinistra» (da "Il nemico interno", dello storico Cesare Bermani). Tra il primo gennaio 1969 e il 31 dicembre 1987 si sono verificati in Italia 14.591 atti di violenza con una motivazione politica, secondo i dati del Ministero dell'interno. Atti che hanno causato 491 morti e 1181 feriti.

[3] Gli operai della Fiat, giunti sino alle 102.000 unità del 1963 e diminuiti di alcune migliaia nel biennio successivo, aumentano di nuovo con vigore fino ai 139.000 dell'"autunno caldo" (1969): con l'ingresso di 12.000 giovani nel 1968, di 14.000 nel 1969 (Crainz, Il paese mancato, p.322).
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Bibliografia

- Nanni Balestrini, Primo Moroni: L'orda d'oro. SugarCo Edizioni, Milano 1988. Nuova edizione: Feltrinelli, Milano 1998.
- Oreste Scalzone (a cura di Ugo Maria Tassinari): Biennio Rosso. '68-'69. Figure e passaggi di una stagione rivoluzionaria. SugarCo, Milano 1988.
- Paolo Persichetti, Oreste Scalzone: Il nemico inconfessabile (Sovversione sociale, lotta armata e lo stato di emergenza in Italia dagli anni Settanta ad oggi). Odradek, Roma 1999-2005.
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Link:
- Documenti: 1968-1977
- L'Espresso/il '68
- Il 1968

Postato da: samib a 18:26 | link | commenti (2)
storia, la crisi sociale, la crisi politica, lotte proletarie, operai e lotte operaie, lotte sociali, sinistra in movimento


Commenti
#1    06 Gennaio 2009 - 08:15
 
ottima ricostruzione storica di un momento terribile pe lotalia.io c'ero
utente anonimo

#2    19 Gennaio 2009 - 12:56
 
MORTI ASSASSINATI,SOVVERSIONE,ESALTAZIONE DEL DISAGIO SOCIALE,ESALTAZIONE DEI DIRITTI,INESISTENTI IN QUESTA SOCIETA',SENZA FARE ACCENNO CHE GLI STESSI TRASCENDONO SOLO DAL COMPIUTO DOVERE. W JAN PALACH.
utente anonimo

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