Stop agli omicidi del profitto! Blocchiamo per un giorno ogni attività. Fermiamo la mano assassina del capitale. Organizziamoci nei posti di lavoro in comitati autonomi operai con funzioni ispettive. Lotta, non lutto, di classe!
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A Pola xe l’Arena
La Foiba xe a Pisin
Che buta zo in quel fondo
Chi ga certo morbin (1).
(Canto dei giovani fascisti di Pisino, 1919)
Durante e dopo le vicende belliche della Seconda guerra mondiale, Venezia Giulia, Istria e Dalmazia si trovarono stritolate dalla linea di faglia, lungo la quale l’imperialismo anglo-americano si scontrava con il nazionalismo iugoslavo, sostenuto dall’Unione Sovietica. (d.e.)
Migliaia di No-Vat sfilano a Roma sotto la pioggia. Nel mirino i Dico ma non solo
Abolire il Concordato e i privilegi economici e fiscali della Chiesa, sanità e scuola laiche e pubbliche. Queste le richieste principali della manifestazione. «Non vogliamo che l'Italia sia una provincia vaticana». Pochissimi i politici in corteo (Cinzia Gubbini)
Ci sono oppressi e ci sono oppressori; aggrediti e aggressori; vittime e boia.
Solo i primi meritano rispetto
Nelle <<Foibe>> vennero gettati gerarchi fascisti e nazisti miliziani e collaborazionisti, oppositori vari. La violenza dei partigiani di Tito contro gli invasori fascisti e nazisti, nonché quella dei partigiani triestini, era legittima; fu reazionaria nei confronti di operai e avanguardie comuniste. L’equiparazione postuma dei morti non supera il passato né elimina le responsabilità. La storia non si cancella. Condanniamo il cordoglio odierno, di fascisti e antifascisti, sui morti delle “Foibe” come manifestazione di revanschismo imperialistico e mettiamo in guardia “esuli” italiani e sloveni confinari sulle mire espansionistiche dell’Italia. (Riceviamo e pubblichiamo)
Domenica prossima al quartier generale Isaf, a Kabul, si svolgerà la «cerimonia del cambio di comando»: esso passerà dal generale britannico David Richards al generale statunitense Dan K. McNeill. Chi lo ha deciso? Il presidente degli Stati uniti che - come già annunciato il 21 settembre scorso dal segretario Usa alla difesa - ha «nominato» il gen. Dan K. McNeill perché sia riassegnato in Afghanistan con l'incarico di comandante dell'Isaf/Nato. Tale decisione - ha sottolineato il 26 settembre il portavoce dell'Isaf, maggiore Luke Knittig - permetterà di «unificare due separati comandi, quello delle forze della coalizione a guida Usa, con a capo il generale Usa Karl Eikenberry, e quello delle forze internazionali che ora operano sotto la Nato». (Manlio Dinucci)