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giovedì, 15 febbraio 2007
Nella linea di faglia tra Est e Ovest

A Pola xe l’Arena
La Foiba xe a Pisin
Che buta zo in quel fondo
Chi ga certo morbin
(1).
(Canto dei giovani fascisti di Pisino, 1919)

Durante e dopo le vicende belliche della Seconda guerra mondiale, Venezia Giulia, Istria e Dalmazia si trovarono stritolate dalla linea di faglia, lungo la quale l’imperialismo anglo-americano si scontrava con il nazionalismo iugoslavo, sostenuto dall’Unione Sovietica. (d.e.)

Postato da: samib a 11:30 | link | commenti
storia

martedì, 13 febbraio 2007
Un corteo «antiratzista»

Migliaia di No-Vat sfilano a Roma sotto la pioggia. Nel mirino i Dico ma non solo

Abolire il Concordato e i privilegi economici e fiscali della Chiesa, sanità e scuola laiche e pubbliche. Queste le richieste principali della manifestazione. «Non vogliamo che l'Italia sia una provincia vaticana». Pochissimi i politici in corteo (Cinzia Gubbini)

Postato da: samib a 17:36 | link | commenti
la crisi politica, vaticanate

domenica, 11 febbraio 2007
I morti non sono tutti uguali

Ci sono oppressi e ci sono oppressori; aggrediti e aggressori; vittime e boia.

Solo i primi meritano rispetto

Nelle <<Foibe>> vennero gettati gerarchi fascisti e nazisti miliziani e collaborazionisti, oppositori vari. La violenza dei partigiani di Tito contro gli invasori fascisti e nazisti, nonché quella dei partigiani triestini, era legittima; fu reazionaria nei confronti di operai e avanguardie comuniste. L’equiparazione postuma dei morti non supera il passato né elimina le responsabilità. La storia non si cancella. Condanniamo il cordoglio odierno, di fascisti e antifascisti, sui morti delle “Foibe” come manifestazione di revanschismo imperialistico e mettiamo in guardia “esuli” italiani e sloveni confinari sulle mire espansionistiche dell’Italia. (Riceviamo e pubblichiamo)

Postato da: samib a 17:50 | link | commenti
storia

domenica, 04 febbraio 2007
Afghanistan: Il generale Usa delle torture a capo dei militari italiani

 Domenica prossima al quartier generale Isaf, a Kabul, si svolgerà la «cerimonia del cambio di comando»: esso passerà dal generale britannico David Richards al generale statunitense Dan K. McNeill. Chi lo ha deciso? Il presidente degli Stati uniti che - come già annunciato il 21 settembre scorso dal segretario Usa alla difesa - ha «nominato» il gen. Dan K. McNeill perché sia riassegnato in Afghanistan con l'incarico di comandante dell'Isaf/Nato. Tale decisione - ha sottolineato il 26 settembre il portavoce dell'Isaf, maggiore Luke Knittig - permetterà di «unificare due separati comandi, quello delle forze della coalizione a guida Usa, con a capo il generale Usa Karl Eikenberry, e quello delle forze internazionali che ora operano sotto la Nato». (Manlio Dinucci)

Postato da: samib a 15:14 | link | commenti
politica estera, l italo imperialismo